Con la Legge di Bilancio 2026 è stata introdotta una maggiorazione del costo fiscalmente rilevante per gli investimenti in beni strumentali tecnologici, comunemente chiamata — per continuità con le versioni precedenti — ‘iperammortamento’, anche se tecnicamente la norma 2026 ha un impianto parzialmente rivisto.
Il Decreto Fiscale di marzo 2026 ha poi migliorato la misura eliminando il vincolo di provenienza europea dei beni. Vediamo come funziona concretamente.
Come funziona la maggiorazione
La misura prevede una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi ai soli fini del calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili. Non incide sul valore contabile del bene, ma riduce il reddito imponibile attraverso quote di ammortamento più elevate.
Un’impresa che acquista un macchinario 4.0, ad esempio, non deduce solo il costo effettivo del bene, ma un costo maggiorato secondo le percentuali previste dalla norma, riducendo così il reddito imponibile e le imposte da pagare.
Le aliquote di maggiorazione nel 2026
La norma prevede una maggiorazione del costo fino alle percentuali indicate negli specifici scaglioni di investimento:
- fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- fino al 100% per la quota di investimento tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- fino al 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro.
La misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con un orizzonte quasi triennale che consente alle imprese di pianificare con respiro.
Quali beni sono agevolabili
Sono agevolabili i beni materiali e immateriali strumentali nuovi inclusi negli allegati IV e V alla Legge di Bilancio 2026, che comprendono beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese: macchinari e sistemi di controllo automatico, robot, sistemi di visione artificiale, software e piattaforme per la gestione della produzione.
Condizione fondamentale è l’interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione, che deve essere attestata da apposita documentazione tecnica.
La novità del Decreto Fiscale: eliminato il vincolo Made in EU
La versione originale della Legge di Bilancio 2026 prevedeva che la maggiorazione fosse accessibile solo per beni prodotti in uno Stato membro dell’UE o dello Spazio Economico Europeo. Il Decreto Fiscale n. 38 del 27 marzo 2026 ha eliminato questo requisito con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2026, consentendo alle imprese di beneficiare della maggiorazione indipendentemente dalla provenienza geografica dei beni acquistati.
Come accedere all'agevolazione
Per accedere alla maggiorazione è necessario verificare che il bene rientri negli allegati normativi, garantire l’interconnessione al sistema aziendale e acquisire la documentazione tecnica che attesti le caratteristiche tecnologiche del bene, come richiesto dalla disciplina specifica. Le modalità precise di attestazione sono definite dalla norma di riferimento e dalle istruzioni operative emanate.
Conclusione
La maggiorazione ammortamento 4.0 nel 2026 è uno strumento concreto per ridurre il carico fiscale sugli investimenti tecnologici. Con il vincolo Made in EU eliminato, la misura è ora accessibile per le imprese che investono in beni strumentali avanzati indipendentemente dalla loro provenienza.
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