Il Decreto Fiscale n. 38, approvato il 26 marzo 2026 ed entrato in vigore il 28 marzo, ha corretto una delle modifiche più contestate introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.
Con questo intervento il Governo ha ripristinato il regime di esclusione parziale dei dividendi e la Participation Exemption (PEX) per le società soggette a IRES, eliminando la stretta che aveva creato incertezza nei primi mesi dell’anno.
Cosa aveva introdotto la Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 aveva introdotto limitazioni all’applicazione della PEX per alcune categorie di partecipazioni, restringendo in modo significativo l’accesso al regime agevolato per le società. Questa modifica aveva creato un rischio concreto di doppia imposizione economica sugli utili già tassati a livello della società operativa, colpendo in particolare le strutture holding con partecipazioni diversificate.
Cosa cambia con il Decreto Fiscale
Il Decreto Fiscale ha eliminato queste limitazioni, ripristinando il regime previgente con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026.
In concreto, per le società soggette a IRES:
- torna in vigore l’esclusione dalla base imponibile IRES del 95% dei dividendi percepiti da partecipazioni in altre società, al ricorrere dei requisiti previsti dalla norma;
- torna in vigore la Participation Exemption (PEX): il 95% delle plusvalenze realizzate dalla cessione di partecipazioni è escluso dal reddito imponibile IRES, al ricorrere dei requisiti di holding period, iscrizione in bilancio, attività commerciale della partecipata e residenza non in paradiso fiscale.
La retroattività al 1° gennaio 2026 è rilevante: elimina l’incertezza che aveva bloccato alcune decisioni distributive e di cessione nei primi mesi dell’anno, consentendo alle imprese di procedere sulla base del quadro normativo ripristinato.
Perché è importante per le strutture societarie e le holding
Per le società che detengono partecipazioni in altre imprese — le cosiddette holding, anche di piccole dimensioni — il ripristino di questi regimi è particolarmente significativo.
Senza la PEX e il regime di esclusione dei dividendi, distribuire utili o cedere partecipazioni avrebbe comportato una tassazione IRES molto più pesante, riducendo significativamente l’efficienza fiscale della struttura. Il ripristino permette di mantenere i benefici pianificati e di riprendere le operazioni che erano state sospese in attesa di chiarimenti normativi.
Le altre misure del Decreto Fiscale di marzo 2026
Il decreto contiene anche altri interventi rilevanti per le imprese:
- eliminazione del vincolo Made in EU per la maggiorazione ammortamento 4.0, con efficacia dal 1° gennaio 2026;
- credito d’imposta del 35% per le imprese in lista di attesa per il credito Transizione 5.0;
- nuove regole per il calcolo dell’IVA nelle permute tra imprese per contratti dal 1° gennaio 2026;
- rinvio al 30 giugno 2026 del contributo sui pacchi extra-UE.
Conclusione
Il Decreto Fiscale di marzo 2026 ha ripristinato un quadro normativo più stabile e favorevole per le società che detengono partecipazioni. L’impatto è concreto soprattutto per le strutture holding e per chi aveva sospeso decisioni distributive o di cessione in attesa di chiarimenti.
Come sempre, ogni situazione specifica va analizzata alla luce della propria struttura societaria e degli obiettivi di pianificazione fiscale, verificando il rispetto dei requisiti previsti per i singoli regimi agevolativi.
📩 Se vuoi capire come le novità del Decreto Fiscale marzo 2026 impattano sulla tua società o sulla tua struttura di partecipazione, puoi contattarmi per una consulenza.
Clicca qui per contattarci e prenotare un incontro o una call gratuiti.