Tra qualche giorno, per molti imprenditori, ricomincerà il solito caos.
Mail arretrate, clienti da richiamare, dipendenti con problemi aperti, riunioni da recuperare. E probabilmente, nel giro di una settimana, saremo di nuovo dentro alla stessa routine di prima delle ferie.
Non perché vogliamo che vada così. Ma perché non abbiamo deciso cosa deve andare diversamente.
Il meccanismo che si ripete ogni anno
Il rientro è uno dei momenti più sottovalutati nella vita di un imprenditore.
Da fuori sembra una questione di organizzazione: smaltire l’arretrato, riprendere i fili, rimettere in moto la macchina. In realtà è qualcosa di più profondo. È il momento in cui si decide, spesso senza rendersene conto, se il prossimo trimestre sarà diverso dai precedenti o semplicemente uguale.
E nella maggior parte dei casi, la risposta è: uguale. Non perché manchino le idee o la volontà di cambiare. Ma perché la prima urgenza prende il sopravvento sulla prima cosa importante, e da lì in poi non si trova mai il momento per fermarsi a ragionare.
La domanda da farsi prima di rientrare
Esiste una sola domanda che vale la pena porsi in questo momento, prima che il caos del rientro la soffochi.
Cosa voglio che sia diverso nella mia azienda da qui a dicembre?
Non è una domanda strategica in senso accademico. Non richiede un piano su dieci pagine o una giornata di lavoro. Richiede dieci minuti di onestà con se stessi.
Cosa non funziona che potrebbe funzionare? Cosa si rimanda da mesi senza una ragione vera? Cosa, se cambiasse, farebbe davvero la differenza?
Perché la risposta da sola non basta
Trovare la risposta è la parte facile. La parte difficile è proteggere quella risposta dalle urgenze del rientro.
Perché nel momento in cui si rientra in azienda, tutto tende a sembrare urgente. I problemi si presentano uno dopo l’altro. L’agenda si riempie in pochi giorni. E quella cosa che si voleva cambiare viene spostata alla settimana dopo, poi a ottobre, poi a novembre.
Il meccanismo si rompe solo se si prende una decisione concreta prima di rientrare: non cosa si vuole cambiare in astratto, ma cosa si farà di diverso nella prima settimana. Un’azione specifica, anche piccola, che segnali che questa volta è diverso.
Cosa fare adesso
Prima di rientrare, o nei primissimi giorni, vale la pena rispondere per iscritto a tre domande:
- Cosa voglio che sia cambiato nella mia azienda entro dicembre?
- Qual è la prima cosa concreta che faccio questa settimana in quella direzione?
- Cosa sono disposto a togliere dall’agenda per fare spazio a questo?
La terza domanda è quella che fa più paura, ed è esattamente per questo che è la più importante. Senza togliere qualcosa, non c’è spazio per niente di nuovo.
Conclusione
Il rientro di settembre è ogni anno un’occasione reale per fare qualcosa di diverso. Non perché settembre sia magico, ma perché è uno dei pochi momenti in cui ci si ferma abbastanza da poter scegliere.
La scelta più importante non è cosa fare. È decidere di non ricominciare esattamente da dove si era rimasti.
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