Il Decreto Milleproroghe 2026, convertito in legge il 1° marzo 2026, ha confermato la proroga della possibilità di tenere assemblee societarie in modalità da remoto fino al 30 settembre 2026.
Si tratta di una misura introdotta originariamente durante l’emergenza sanitaria e da allora prorogata più volte. Vediamo cosa prevede concretamente e quali aspetti richiedono attenzione nella gestione operativa.
Di cosa si tratta
In base alle disposizioni prorogate, società ed enti possono continuare a tenere le proprie assemblee in modalità esclusivamente da remoto anche in assenza di una previsione statutaria specifica che lo consenta espressamente.
Questo significa che una SRL il cui statuto prevede la presenza fisica dei soci può comunque convocare e tenere l’assemblea tramite videoconferenza o altri strumenti di comunicazione a distanza, senza dover preventivamente modificare lo statuto.
Cosa cambia rispetto alle regole ordinarie
Normalmente, la possibilità di tenere assemblee da remoto deve essere espressamente prevista dallo statuto. La proroga consente di derogare temporaneamente a questo principio fino al 30 settembre 2026, rendendo accessibile la modalità da remoto anche alle società i cui statuti non la prevedono.
Aspetti pratici: cosa considerare per la validità dell'assemblea
La proroga non elimina gli aspetti formali che rendono valida un’assemblea. Ogni situazione presenta caratteristiche proprie — tipo di assemblea, presenza o meno del notaio, modalità di verbalizzazione, struttura adottata — che incidono sulle formalità da rispettare.
In termini generali, è importante garantire: la corretta convocazione dei soci nei tempi e con le modalità previste dallo statuto; la possibilità per tutti i partecipanti di intervenire in tempo reale e di esercitare il diritto di voto; la verbalizzazione completa e documentata dell’assemblea, con indicazione della modalità da remoto.
Per assemblee che richiedono la forma notarile (come modifiche statutarie o operazioni straordinarie), le modalità operative vanno concordate con il notaio, che valuterà come garantire i requisiti di legge anche nella modalità da remoto.
Per avere certezza sulla regolarità di un’assemblea specifica è opportuno confrontarsi con un professionista, dato che le formalità variano in base al tipo di delibera e alla struttura societaria.
Cosa succede dopo il 30 settembre 2026
Salvo ulteriori proroghe, dal 1° ottobre 2026 torneranno in vigore le regole ordinarie. Le società che vogliono mantenere stabilmente la possibilità di assemblee da remoto dovranno valutare una modifica statutaria apposita, che richiede delibera assembleare e intervento notarile.
Conclusione
La proroga delle assemblee da remoto offre una flessibilità operativa concreta, soprattutto per le società con soci geograficamente distanti. Utilizzarla correttamente — nel rispetto degli aspetti formali richiesti dalla legge e dallo statuto — è la chiave per garantire la validità delle delibere.
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